Una salita e una discesa sono la stessa cosa, è il punto di vista che le rende diverse.

Andrea Gaiani

Cose strane, secondo episodio: Il fumo


Poteva esser il 1996 o giù di lì quando lavoravo in una piccola società di servizi informatici a Milano. Programmavo in Visual Basic con grande invidia di uno dei miei due capi che da sempre programmava solo in Fortran. Fu così che il mio capo, soprannominato Saro, mi propose di iniziare a sviluppare un software per la gestione dei condomini, evidentemente una sua segreta passione.
Mi chiese inoltre di lavorare nel suo ufficio: lui seduto alla sua scrivania ed io seduto di fronte a lui usando un computer collocato in mezzo al tavolo con lo schermo orientato in modo da essere visibile per entrambi.
Ad aggravare la scomoda posizione il suo maledetto vizio del fumo. L'Ingegnere fumava incessantemente e, come se non bastasse, strappava via il filtro di ogni sigaretta. Io cercavo di manifestare il mio disagio in vari modi senza suscitare la minima reazione ed ogni tanto aprivo la finestra perchè mi mancava l'aria.

Ricordo molto bene quel giorno in cui mi disse: "Domani parto per Roma e starò via qualche giorno. Tu continua a lavorare al progetto e siediti pure alla mia scrivania." Tremenda gioia per me; potevo sedere al posto del "capo" e non dovevo respirare il fumo !

Ero molto contento quando una mattina, improvvisamente, una sorta di scossa attraversò di colpo il mio corpo generandomi uno strano pensiero. Mi si formò nella mente l'idea che il mio capo avrebbe incontrato qualcuno sul treno per Roma e che quel qualcuno l'avrebbe convinto a smettere di fumare.

La cosa mi lasciò stranito per qualche minuto ma presto tornai al lavoro.

I giorni volarono in fretta ed il momento del rientro di Saro arrivò prima di quanto desiderassi.
Il lavoro in team ricominciò ma qualcosa era cambiato... Una parte di me l'aveva percepito ma era una cosa così grossa che era difficile da credere.
Tutto continuò in apparente normalità quando, ad un certo punto, il mio capo mi chiese:
"Ma come, non mi dici niente ?"
"Cosa dovrei dire ?"
"Non noti niente di strano ?"
"?"

Non so quante altre domande simili mi fece mentre io continuavo a rimanere perplesso.

"Non hai notato che non fumo più ?!?" affermò alla fine con orgoglio.

Non so dire perchè abbia smesso di fumare nè quando abbia preso questa decisione, resta il fatto che lo conoscevo da oltre un anno e non c'era mai stato nessun indizio che potesse far pensare ad una sua eventuale intenzione di smettere.

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