Libri
Questi sono i libri che ho letto per l'autore: Peter Cameron
Un giorno questo dolore ti sarà utile
Autore: Peter Cameron
Autore: Peter Cameron
Questi sono i libri che ho letto per l'autore: Peter Cameron
Una salita e una discesa sono la stessa cosa, รจ il punto di vista che le rende diverse.
Benvenuto nel mio sito, qui troverai qualcosa su di me, in particolare alcuni libri che ho letto e una loro piccola recensione, alcune frasi che mi piacciono ecc..
Intorno a lui ruota una famiglia disfunzionale.
La madre, Marjorie, torna dal viaggio di nozze con il terzo marito dopo pochissimi giorni: l'uomo si è rivelato tutt'altro da quel che sembrava e l'ha piantata a Las Vegas. Lei affronta la cosa con un misto di ironia e negazione, e gestisce la galleria come chi gestisce una vita che non ha mai davvero preso la piega prevista.
Il padre vive per conto suo, lavora nella finanza, ha una compagna molto più giovane e un'idea precisa di come dovrebbe essere un figlio maschio: porta James a pranzo per dispensargli consigli su come stare al mondo, come vestirsi, come farsi rispettare, e ogni conversazione tra loro è un piccolo fallimento reciproco.
La sorella maggiore Gillian studia alla Columbia ed è coinvolta con un suo professore, un germanista dalle teorie sonore, che James osserva con una miscela di sarcasmo e invidia per la naturalezza con cui gli altri riescono ad avere delle vite.
L'unica persona con cui James respira è la nonna, che vive in Connecticut in una casa piena di oggetti vecchi. Con lei non deve spiegarsi né difendersi: è l'unica adulta che non lo tratta come un problema da risolvere. Le visite da lei funzionano come contrappeso a tutto il resto.
I genitori lo mandano dalla dottoressa Adler, psichiatra. James va alle sedute con la ferma intenzione di non dire niente di vero, e le trasforma in duelli verbali in cui cerca di dimostrare che è lei ad avere torto. Sono alcune delle pagine più divertenti del libro, e anche quelle in cui il lettore capisce meglio quanto James stia male. È da una di queste sedute che arriva il titolo: la dottoressa gli cita Ovidio, l'idea che un giorno anche questo dolore gli tornerà utile, e James la accoglie come si accoglie una frase da biglietto di auguri.
Il gestore della galleria è un uomo più grande, colto, sicuro di sé, gay e dichiarato. James ne è attratto in un modo che non sa nominare e, men che meno, gestire. Invece di affrontare la cosa, la aggira: individua un annuncio di Webster su un sito di incontri e comincia a rispondergli fingendosi qualcun altro. È una mossa da adolescente terrorizzato.
Sullo sfondo altri due episodi ritornano per frammenti. Il primo è una gita scolastica a Washington da cui James si è allontanato, passando la giornata da solo e facendo scattare l'allarme generale: da lì viene buona parte della diffidenza dei suoi verso di lui. Il secondo è l'11 settembre, vissuto in presa diretta dalla città. Cameron non ne fa mai una scena madre né una spiegazione: è semplicemente il fondale su cui si è formato un ragazzo che considera il mondo esterno un posto in cui non conviene entrare.
Nel frattempo, James coltiva un progetto suo, che racconta a pochissimi: comprare una vecchia casa isolata nel Midwest, vista su un sito di annunci immobiliari, e andarci a vivere da solo, senza università, senza coetanei, con i suoi libri. È il suo modo di immaginare un futuro, ed è insieme la cosa più tenera e più preoccupante del personaggio.
Il libro procede così, per conversazioni e piccole collisioni domestiche, fino a quando la faccenda della galleria precipita e costringe James a fare qualcosa. Il finale è breve, sobrio e non risolutivo.
Pur avendolo letto tutto d'un fiato, non è un libro che mi ha colpito particolarmente.