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Questi sono gli ultimi 5 libri che ho letto ordinati dal più al meno recente

La vita a volte capita
Autore: Lorenzo Marone
 
La vita a volte capita
Cesare Annunziata è un anziano pensionato vedovo che vive nel suo appartamento al Vomero, a Napoli. È un uomo profondamente disilluso: ha sempre avuto un carattere egoista e opportunista, e guarda alla propria vita con un misto di lucidità e amarezza. Non si racconta come un “buono”, anzi, riconosce di aver spesso scelto la strada più facile, evitando responsabilità e sacrifici.

Siamo ad agosto in una città deserta e le sue giornate sono scandite da abitudini ripetitive e rassicuranti: le chiacchiere con i vicini, le uscite nel quartiere, il rapporto non sempre semplice con i figli, Sveva e Dante, ormai adulti e distanti.
A tenergli compagnia, in questa afosa estate, c'è Batman, il cagnolino della figlia che gli viene affidato in custodia per il periodo di vacanze della sua padrona. Batman si rivelerà una inaspettata piacevole compagnia.
Il romanzo è caratterizzato da continui ritorni al passato. Cesare ripercorre episodi significativi della sua esistenza: il matrimonio, i tradimenti, le scelte sbagliate, le occasioni mancate. Non c'è autoassoluzione: il suo sguardo è spesso spietato verso sé stesso. Questo lavoro di memoria costruisce una sorta di bilancio esistenziale, in cui emerge chiaramente il filo conduttore della sua vita: una tendenza a sottrarsi, a non esporsi davvero nei rapporti affettivi.

La monotonia della routine di Cesare, costituita da estenuanti partite a scacchi con il suo vicino e amico Marino e saltuari incontri con la dirimpettaia Eleonora, amante dei gatti, viene interrotta dall'incontro con Iris, una giovane ragazza che vive una situazione personale complessa e fragile. Iris appare fin da subito inquieta, sfuggente, portatrice di un disagio profondo che non viene spiegato immediatamente ma che si intuisce essere profondo.
Tra Cesare e Iris nasce un rapporto inizialmente casuale, quasi accidentale. Lui, coerente con il suo carattere, prova a mantenere le distanze, ma progressivamente si lascia coinvolgere. In Iris rivede, in parte, le proprie mancanze: ciò che non ha dato ai figli, ciò che non ha saputo essere. Senza grandi dichiarazioni, comincia a prendersi cura di lei, offrendo una presenza discreta ma costante.

Questo legame rappresenta il vero motore del cambiamento. Non si tratta di una trasformazione improvvisa o radicale: Cesare resta ironico, spesso cinico, e non perde la sua voce disincantata. Tuttavia, qualcosa si incrina nella sua visione del mondo. Per la prima volta, agisce non per convenienza o abitudine, ma per un autentico interesse verso un'altra persona.
Nel frattempo, anche gli altri rapporti della sua vita subiscono piccoli spostamenti: con i figli, con fatica, prova ad avvicinarsi in modo più sincero, con i vicini, le relazioni, pur nella loro quotidianità, assumono un valore più profondo e con il proprio passato; passa da una semplice constatazione dei fallimenti a una forma di accettazione più matura.
Il romanzo procede quindi su due binari intrecciati: il presente, segnato dall'incontro con Iris e dalle sue conseguenze e il passato, che viene progressivamente riletto alla luce di ciò che Cesare sta vivendo ora.
Nella parte finale, il percorso del protagonista arriva a una sorta di punto di svolta interiore. Non c'è una redenzione totale né una “riscrittura” della sua vita: il passato resta quello che è. Ma Cesare acquisisce una consapevolezza nuova: anche dopo una vita fatta di errori, esiste ancora uno spazio per agire diversamente.
Ed è proprio questo il senso ultimo del romanzo: la vita non segue un percorso lineare né giusto, ma continua a offrire occasioni, spesso inattese e fuori tempo massimo. Sta all'individuo decidere se ignorarle, come ha fatto per gran parte della sua esistenza, oppure accoglierle.

È una lettura che ti scuote. Il personaggio rappresentato da Cesare non è perfetto e per questo tragicamente reale. Si impossessa di te e ti spinge a riflettere sull'importanza del tempo, quello speso e quello che rimane e, più in generale, sul senso della vita.
Quando il tempo che rimane non è molto viene spontaneo fare un bilancio ma non bisogna dimenticare che non è mai troppo tardi per dare un significato alla propria vita perché la vita a volte capita quando meno te lo aspetti.
La casa del sonno
Autore: Jonathan Coe
 
La casa del sonno
Ultimamente sto comprando libri scegliendo un po' a caso tra le offerte che mi vengono proposte da una libreria online. Devo dire che sto rimanendo impressionato dai libri che via via scopro, come mi è capitato con questo. Mentre leggevo e, soprattutto, arrivato alla fine, ho avuto la conferma di avere nelle mani un capolavoro di narrativa contemporanea.
Il romanzo è strutturato come un puzzle raffinato dove il tema centrale è il sonno (o la sua mancanza) inteso come metafora della vita, dell'identità e dell'incomunicabilità.

La narrazione si divide su due piani temporali che si intrecciano costantemente:
  • Anni '80, quando un gruppo di studenti universitari vivono ad Ashdown in una residenza studentesca isolata su una scogliera.
  • Anni '90 (dodici anni dopo) , quando Ashdown è diventata una clinica specialistica per la cura dei disturbi del sonno, diretta dal sinistro e ossessivo Dr. Gregory Dudden.
Ed è proprio con questa strategia che l'autore fornisce a lettore non una semplice e lineare narrazione dei fatti ma un intreccio di eventi la cui sequenza sarà chiara solo collegando i dettagli che compaiono nelle due narrazioni.
Inoltre, nel libro sono presenti diversi protagonisti, ognuno con le sue caratteristiche e la propria visione del tema sonno. Difficile dire chi sia il reale protagonista, ognuno sembra avere una sua funzione specifica:
  • Sarah: Una ragazza che soffre di narcolessia con allucinazioni ipnagogiche. Per lei il confine tra sogno e realtà è così sottile da non riuscire a distinguere ciò che è accaduto davvero da ciò che ha sognato. Per lei il sonno è confusione e dolore. Se guardiamo alla struttura del romanzo Sarah è la protagonista centrale.
  • Robert: Un ragazzo timido e romantico, perdutamente innamorato di Sarah, che scrive poesie e lettere che lei spesso confonde con i suoi sogni. Per lui il sonno è il luogo del desiderio e della trasformazione. Robert per certi versi è il protagonista vero della storia.
  • Gregory: L'allora fidanzato di Sarah, un uomo freddo e razionale che vede il sonno come una perdita di tempo, una "malattia" da estirpare per massimizzare la produttività. Per lui il sonno è un nemico da sconfiggere. Gregory è l'antagonista di Robert ma ha una funzione importante perché rappresenta l'intera ambientazione del romanzo. È lui, infatti, il titolare della clinica del sonno.
  • Terry: Un cinefilo pigro che passa la vita dormendo (anche 14 ore al giorno) o guardando film oscuri. Per lui il sonno è un rifugio dal mondo. Terry è il personaggio filtro.
Le vite di questi protagonisti si separano bruscamente per poi ricongiungersi alla clinica di Ashdown in modo inaspettato e spesso tragico, svelando segreti legati a scambi d'identità, interventi chirurgici estremi e amori mai dimenticati.

"La casa del sonno" è un libro sulla perdita. Perdita di tempo, perdita di sogni e, soprattutto, perdita di sé stessi nel tentativo di piacere agli altri o di adattarsi a un mondo che non ci capisce.
È un'opera che richiede attenzione, ma che ripaga il lettore con un finale potente e una malinconia che resta addosso per giorni.
Quando si arriva alla fine si scopre una cosa che meriterebbe una rilettura del libro stesso alla luce della scoperta per poter così apprezzare ancora di più la maestria dell'autore.
Come dicevo, non è un libro facile da leggere, ma credo proprio che valga la pena leggerlo e magari rileggerlo.
Un'imperdonabile distrazione
Autore: Ondine Khayat
 
Un'imperdonabile distrazione
Nicholas Parker è il carismatico e potente CEO della Parker & Cox, una delle case editrici più influenti di New York.
Affascinante, brillante e abituato a ottenere sempre ciò che vuole, Nicholas si è costruito una reputazione di uomo cinico e donnaiolo, più interessato alle conquiste occasionali che alle relazioni autentiche. Questa immagine, però, inizia a ritorcersi contro di lui: sempre più autrici rifiutano di collaborare con un editore considerato misogino, mettendo a rischio non solo la credibilità dell'azienda, ma anche la sua leadership.
A preoccuparsi per le conseguenze legali e mediatiche di questa situazione è soprattutto il suo migliore amico e avvocato Reed, da anni al suo fianco, che cerca di proteggerlo dagli scandali e lo sprona a prendere decisioni più responsabili, anche quando Nicholas sembra intenzionato a ignorarne i consigli.
Quando un incidente domestico ambiguo, che all'esterno viene interpretato come un possibile tentato suicidio, attira ulteriormente l'attenzione negativa su di lui, Nicholas si rende conto che la sua reputazione ha raggiunto un punto critico. Per salvare la propria immagine e rassicurare l'opinione pubblica, decide di seguire il consiglio del suo amico Reed ovvero quello di costruire una relazione fittizia da esibire, dimostrando di essere cambiato e di essere capace di stabilità emotiva.

Lily Morgan, la seconda protagonista di questo romanzo, arriva invece da un piccolo centro dello stato di Washington con un sogno preciso: lavorare nel mondo dell'editoria. Nonostante il talento e la determinazione, è costretta ad accettare un impiego come addetta alle pulizie proprio negli uffici della Parker & Cox e a dividere un seminterrato delle amiche . Ogni sera, mentre pulisce scrivanie e pavimenti e svuota i cestini, osserva da lontano quel mondo a cui desidera appartenere, coltivando la speranza di poter dimostrare, prima o poi, il proprio valore.
Il destino li mette in contatto proprio la sera dell'incidente, quando Lily trova Nicholas in un momento di estrema vulnerabilità, lontano dall'immagine sicura e impenetrabile che mostra a tutti. In lei, Nicholas vede la soluzione al suo problema: le propone di fingersi la sua fidanzata. Lily accetta, inizialmente per convenienza e per la possibilità di avvicinarsi al mondo editoriale, ma anche perché intuisce che dietro l'arroganza di Nicholas si nasconde qualcosa di più complesso.

Quella che nasce come una semplice messa in scena si trasforma gradualmente in qualcosa di diverso. Tra scontri, incomprensioni e momenti di sincera vicinanza, entrambi sono costretti a confrontarsi con le proprie paure e fragilità. Nicholas, sostenuto anche dal suo fedele avvocato e amico, inizia lentamente a mettere in discussione le proprie difese e il proprio modo di vivere i rapporti umani, mentre Lily scopre che la sicurezza e il potere non rendono immuni dalla solitudine.
Nel corso della storia, la linea tra finzione e realtà diventa sempre più sottile, fino a costringere entrambi a chiedersi se ciò che provano sia ancora parte del ruolo o qualcosa di autentico. Il romanzo esplora così il contrasto tra apparenza e verità, mostrando come l'incontro con l'altro possa diventare l'occasione per cambiare, guarire e riscoprire la capacità di amare.

Il libro scorre via velocemente, ti tiene attaccato e si impossessa dei tuoi sentimenti facendoti vivere di volta in volta le emozioni dell'uno e dell'altra. Ciò è reso ancora più efficace da una narrazione in prima persona alternata tra Nicholas e Lilly che ti fanno decisamente immedesimare nei personaggi e vivere con loro le esperienze attraverso i differenti punti di vista.
Il libro mi ha preso sin da subito e l'ho letto tutto d'un fiato. Non avevo letto nulla della Volonté prima d'ora e, devo dire, è stata una piacevole scoperta. Consiglio questa lettura.
La meraviglia di un gesto gentile
Autore: Jane Riley
 
La meraviglia di un gesto gentile
Oliver Clock è un uomo di trentanove anni che vive una vita estremamente ordinata e prevedibile. Lavora nell'impresa di pompe funebri di famiglia, un ambiente che riflette la sua personalità: controllata, prudente e poco incline al cambiamento. Oliver è gentile, sensibile e profondamente riflessivo, ma vive più nei suoi pensieri che nella realtà. Tiene un quaderno giallo in cui annota tutte le cose che vorrebbe fare, senza però trovare il coraggio di metterle in pratica.
Uno dei punti centrali della sua vita è il suo amore per Marie, una donna che rappresenta per lui una possibilità di felicità e di apertura emotiva. Oliver prova per lei un sentimento profondo ma non riesce mai a dichiararsi apertamente, anche perché lei è spostata. La sua esitazione, la sua paura del rifiuto e la sua tendenza a rimandare le decisioni gli impediscono di trasformare questo amore in una relazione concreta.
Marie, tuttavia, muore prima che Oliver riesca a confessarle ciò che prova. Questa perdita diventa uno dei più grandi rimpianti della sua vita e rafforza il suo senso di immobilità e la convinzione di aver perso la sua occasione di essere felice. Il dolore per Marie diventa un simbolo delle opportunità mancate e del prezzo della sua passività.
Il colpo di grazia lo riceve quando il marito si presenta a casa su con il diario della defunta moglie da cui ha letto che Marie era innamorata di Oliver. Questa notizia lo porta a vivere come se la sua amata fosse ancora in vita: parla con lei, si confronta, le racconta le cose. Non esiste altro per Oliver.

La sua vita però cambia quando incontra Edie, una donna: spontanea, creativa e imprevedibile. Edie realizza candele che catturano i profumi delle persone e dei ricordi, un modo simbolico per preservare la memoria di chi si ama. Attraverso una relazione d'affari con Edie, Oliver inizia lentamente a cambiare. Lei lo spinge a uscire dalla sua rigidità, a prendere decisioni e ad affrontare le sue paure.
Nel corso degli anni, Oliver attraversa esperienze che lo costringono a confrontarsi con il dolore, la perdita e il cambiamento. Gradualmente comprende che la vita non può essere controllata completamente e che rimandare significa spesso perdere ciò che conta davvero. Impara che il coraggio non consiste nell'assenza di paura, ma nella capacità di agire nonostante essa.
Alla fine, diventa una persona diversa: più consapevole, più aperta e più capace di vivere il presente. Il ricordo di Marie rimane una parte importante della sua storia, ma non è più un peso paralizzante: diventa invece un elemento che ha contribuito alla sua crescita e alla sua maturazione.

Un libro ben scritto e coinvolgente, dalla lettura fluida ma capace di trasmettere un sottile senso di inquietudine emotiva. Non è uno dei miei libri preferiti ma consiglio ugualmente questa lettura.
Il monaco che amava i gatti
Autore: Corrado Debiasi
 
Il monaco che amava i gatti
Il protagonista è Kripala, un uomo che sta vivendo un momento di smarrimento personale dovuto alla perdita del lavoro e all'interruzione di una storia d'amore significativa.
Si sente svuotato, disorientato, privo di uno scopo e per reagire a questo smarrimento decide di partire per l'India, convinto che lo studio dello yoga e il contatto con una cultura spirituale diversa possano aiutarlo a ritrovare equilibrio.
A Varanasi, città sacra e caotica allo stesso tempo, inizia un percorso che è insieme esteriore e interiore. Lontano dalle sue abitudini occidentali, Kripala si confronta con nuovi ritmi, nuove prospettive e persone che, ciascuna a modo proprio, mettono in discussione le sue certezze.
Tra questi incontri, il più decisivo è quello con Tatanji, un anziano monaco che vive in un ashram circondato da gatti. Il monaco non impartisce lezioni teoriche, ma trasmette insegnamenti attraverso l'esempio, il silenzio e brevi riflessioni che diventano per Kripala vere e proprie “rivelazioni” che riassumo qui di seguito:
  • Il potere delle parole – Esplorare come il linguaggio e i pensieri che scegliamo influenzano il nostro stato mentale: parole interiori ed esteriori plasmano la nostra visione del mondo e la qualità della nostra esperienza.
  • L'essere presenza – allenare la consapevolezza del momento presente. La vera trasformazione inizia quando smettiamo di correre tra passato e futuro e semplicemente “siamo”.
  • Gratitudine – l'importanza di riconoscere e apprezzare ciò che già abbiamo nella vita: la gratitudine apre la porta a una visione più serena e ricca della realtà.
  • Rinasci dalle tue ferite – le difficoltà e il dolore non sono ostacoli da evitare, ma risorse interiori da trasformare: le ferite possono diventare fonte di sapienza quando accettate e integrate.
  • Il silenzio è il tuo miglior maestro – il valore del silenzio non come assenza di suoni, ma come spazio in cui emergono chiarezza, intuizione e connessione più profonda con se stessi.
  • Cambiare è fluire – il cambiamento non va temuto, ma vissuto come parte naturale dell'esistenza: la rigidità ferma la crescita, la fluidità la favorisce.
  • Amore incondizionato – l'amore non legato all'attaccamento, alla paura o alle aspettative, ma inteso come apertura, accoglienza, e complicità con la vita stessa.
Parallelamente Kripala vive anche un'esperienza amorosa significativa. Incontra una donna di cui si innamora profondamente. Questa relazione non è un semplice elemento romantico, ma una tappa fondamentale del suo cammino. L'innamoramento lo mette di fronte ai suoi bisogni più nascosti: il desiderio di essere rassicurato, la paura di perdere, la tendenza a legare la propria felicità alla presenza dell'altro. Attraverso questa storia, Kripala comprende che spesso confondiamo l'amore con il possesso e che l'attaccamento può diventare fonte di sofferenza.
La relazione diventa quindi uno specchio: ciò che prova per lei lo obbliga a confrontarsi con la propria fragilità emotiva. Grazie anche agli insegnamenti del monaco, impara che l'amore autentico non è trattenere, ma lasciare libero; non è dipendenza, ma condivisione consapevole.

Nel corso delle “sette rivelazioni”, Kripala integra progressivamente le sue esperienze: la spiritualità appresa nel silenzio dell'ashram, l'osservazione semplice e presente incarnata dai gatti, e la forza emotiva dell'innamoramento.
Il suo viaggio lo trasforma in una persona più centrata, capace di amare senza smarrire sé stessa.
È un romanzo diverso da quelli che sono abituato a leggere, forse un po' troppo ascetico, tuttavia l'ho letto volentieri.