Libri

Questi sono gli ultimi 5 libri che ho letto ordinati dal più al meno recente

Il piccolo libro dell'ikigai
Autore: Ken Mogi
 
Il piccolo libro dell'ikigai
Lettura in corso
Sovietistan
Autore: Erika Fatland
 
Sovietistan
Sovietistan non è né un romanzo né un saggio accademico in senso stretto, ma un'opera che si colloca consapevolmente a metà strada tra reportage e diario di viaggio. Il percorso narrativo si snoda attraverso cinque paesi dell'Asia centrale ex-sovietica — Turkmenistan, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan e Uzbekistan — territori spesso ai margini dello sguardo occidentale ma centrali per comprendere l'eredità dell'Unione Sovietica dopo il 1991.
Attraverso descrizioni di paesaggi, usi e culture, incontri con persone comuni e continui richiami storici, Erika Fatland esplora il modo in cui il passato sovietico abbia inciso in profondità sulla struttura politica, sociale e simbolica di queste nazioni. Il viaggio non è mai puramente geografico: diventa piuttosto uno strumento per osservare come sistemi di potere, identità nazionali e memoria collettiva si siano ridefiniti senza mai recidere davvero il legame con il passato.
I sistemi politici descritti nel libro sono, con differenze di grado, regimi autoritari o semi-autoritarî che condividono caratteristiche ricorrenti: un forte accentramento del potere nelle mani di un leader o di un'élite ristretta, l'assenza di un reale pluralismo politico, opposizioni marginalizzate o apertamente represse, il controllo dell'informazione e della cultura, l'uso sistematico della propaganda come strumento di legittimazione e una marcata debolezza dello Stato di diritto, con la giustizia subordinata al potere esecutivo.
In molti casi, osserva Fatland, il regime sovietico non viene realmente superato, ma sostituito da una nuova forma di autoritarismo nazionale, che eredita strutture, metodi e mentalità dell'URSS, cambiandone soltanto la retorica. Il risultato è un sistema che si presenta come moderno e indipendente, ma che continua a funzionare secondo logiche profondamente illiberali.
In questi contesti, la stabilità è spesso elevata a valore supremo, anche a costo della libertà individuale. Il rapporto tra individuo e Stato resta fortemente verticale: lo Stato concede, il cittadino si adatta. La partecipazione politica lascia spazio all'obbedienza, mentre il dissenso è percepito come minaccia all'ordine più che come elemento fisiologico della vita pubblica.
Uno degli aspetti più inquietanti messi in luce dall'autrice è il controllo della narrazione storica. Nei regimi descritti, la storia viene riscritta, i fallimenti rimossi, le responsabilità diluite e il leader trasformato in mito fondativo. La memoria collettiva diventa così uno strumento di potere, utile a giustificare il presente e a neutralizzare ogni forma di critica.

Sovietistan mostra come i regimi autoritari tendano a prosperare là dove le istituzioni sono fragili, l'economia è debole e la fiducia collettiva scarsa. In questo scenario, la democrazia occidentale appare spesso astratta, distante o persino minacciosa: non perché intrinsecamente sbagliata, ma perché culturalmente non radicata, estranea a contesti in cui per decenni il potere è stato percepito come immutabile e inaccessibile.
Il valore del libro risiede proprio in questa capacità di rendere visibile la complessità di mondi che sfuggono alle semplificazioni, offrendo al lettore non solo un viaggio geografico, ma una riflessione lucida e inquietante sul potere, sulla memoria e sulle forme che l'eredità sovietica continua ad assumere nel presente.

È un libro un po' lungo ma si legge volentieri. È un viaggio in una dimensione sconosciuta che vale la pena di esplorare.
Una casa perfetta
Autore: Ben H. Winters
 
Una casa perfetta
Susan e Alex, i due giovani genitori della piccola Emma, trovano un appartamento che sembra rispondere a ogni loro esigenza: è spazioso, si inserisce in un quartiere desiderabile, ha un prezzo sorprendentemente accessibile e dispone persino di una stanza extra non indicata nell'annuncio, che Susan immagina come il luogo ideale per il suo nuovo studio d'artista.
La proprietaria, la signora Scharfstein, appare da subito cordiale e disponibile, contribuendo alla sensazione che tutto sia finalmente al posto giusto.
Poco dopo il trasloco, però, la quiete si incrina. Nello studio Susan percepisce un odore acre e sgradevole che nessun altro sente. Inoltre, una mattina si sveglia con piccole ferite e macchie di sangue sul cuscino: segni che sembrano morsi di qualche insetto. Alex e la bambina non presentano nulla. Per sicurezza contattano un'esperta di disinfestazioni temendo la presenza delle cimici dei letti. La disinfestazione non rileva alcuna presenza dei fastidiosi insetti, eppure Susan continua a essere convinta che quella casa nasconda qualcosa di infestante, invisibile e ostile.
Mentre gli episodi si intensificano – pruriti, visioni fugaci, impressioni sempre più inquietanti – la relazione con Alex comincia a incrinarsi. Lui la vede stressata, irrazionale, forse instabile. La signora Scharfstein, nel frattempo, diventa sempre più presente, quasi invadente, insinuandosi nella quotidianità della famiglia e reagendo in modo ambiguo ai timori di Susan.
Isolata, poco creduta e sempre più ossessionata dall'idea di insetti nascosti, Susan entra in un vortice di dubbi: ciò che sta accadendo è reale o frutto della sua mente? La casa è davvero infestata, oppure è lei che sta perdendo il controllo? La tensione cresce fino a un punto di rottura in cui Susan dovrà dimostrare di non essere paranoica per salvare non solo la propria stabilità, ma anche la sua famiglia e la sua stessa identità.

Siamo di fronte ad un thriller psicologico che lavora sul confine tra percezione e realtà per sviluppare una spirale di crescente inquietudine. La figura della padrona di casa aggiunge una giusta dose di ambiguità che mette in discussione la credibilità di Susan.
Non ci sono grossi colpi di scena, se non nel finale, ma sussiste un crescendo costante che porta il lettore a condividere la paranoia della protagonista.

Personalmente l'ho letto volentieri e velocemente, tuttavia non lo annovererei tra i miei romanzi preferiti.
Insoliti sospetti
Autore: Salvo Toscano
 
Insoliti sospetti
Il romanzo è ambientato in una Palermo di inizio millennio, una città viva e ben descritta dove Onofrio Palillo, un uomo di mezza età, viene scarcerato dopo essere stato ingiustamente detenuto con l'accusa di omicidio.
Il giornalista Fabrizio Corsaro, cronista di nera ed ex dongiovanni, vuole intervistarlo per fargli raccontare la sua odissea giudiziaria. Prende un appuntamento e si reca a casa sua ma lo trova morto, ucciso con tredici coltellate.
A causa di una serie di coincidenze sfortunate, gli inquirenti iniziano a sospettare che Fabrizio stesso possa essere l'assassino.
Il fratello di Fabrizio, Roberto, è un avvocato penalista e toccherà a lui cercare di scagionare Fabrizio.
Roberto collabora anche con il vicequestore Domenico Fisichella, un uomo con un passato difficile (è ex capo della Omicidi e ha problemi con l'alcol) e “parcheggiato” all'ufficio passaporti. Scavano nel passato di Palillo e scoprono segreti che cambiano la percezione dell'intera vicenda.
La narrazione è alternata tra i punti di vista di Fabrizio e Roberto, il che offre un ritratto dettagliato dei due fratelli e delle loro personalità molto diverse. Non mancano momenti di introspezione, per esempio quando Roberto riflette sulla fede, l'esistenza e la giustizia all'interno di una chiesa.
Il finale è ben costruito e chiude il cerchio sui segreti e sulle colpe.

Personalmente non ho apprezzato molto lo stile narrativo che vede i capitoli alternarsi tra il punto di vista di Fabrizio e quello di Roberto. Questa cosa mi ha causato talvolta un po' di confusione facendomi confondere i due personaggi sebbene molto diversi tra loro.

Sebbene non possa considerarla una delle mie letture preferite, mi sento ugualmente di consigliare questo libro a chi ama i thriller dove gli ambienti sono ben descritti e che non disdegna momenti di riflessione.
Il silenzio del ghiaccio
Autore: Tess Gerritsen
 
Il silenzio del ghiaccio
Maura Isles è un medico legale del Boston Medical Examiner's Office. È soprannominata ‘La regina dei morti' per il suo approccio razionale, calmo e scientifico anche davanti ai casi più macabri.
Il suo lavoro la porta a partecipare ad un convegno in Wyoming dove incontra Douglas, un suo vecchio compagno di università di cui fatica a ricordarsi. Al contrario, lui ricorda tante cose di lei e la loro sintonia cresce velocemente al punto che lui la invita ad unirsi al suo gruppo il giorno successivo per una sciata in compagnia.
La gita ha inizio in un'atmosfera gioiosa, oltre a Doug ci sono: la figlia tredicenne Grace, Arlo ed Elaine, una coppia. L'arrivo di una bufera di neve, però, li sorprende facendogli perdere la strada e rimanere impantanati nella neve alta. Decidono così di proseguire a piedi lungo la strada alla ricerca di un riparo.
Intorno a loro nessuna traccia di presenza umana, camminando finiscono in una piccola comunità isolata chiamata ‘Verrà il Regno'. Il villaggio appare subito inquietante: le case sono perfettamente integre, con cibo sul tavolo e oggetti lasciati come se gli abitanti fossero scomparsi all'improvviso. Non c'è elettricità, nessun mezzo, nessuna persona, nessuna rete cellulare disponibile. L'atmosfera è surreale!
Con il passare delle ore, Maura si rende conto che qualcosa di terribile è accaduto: animali morti, tracce di violenza, e un silenzio innaturale nel ghiaccio. La tempesta imperversa e li isola completamente rendendo vani i tentativi di ripercorrere al contrario la strada per cercare qualcuno.
Il gelo e la fame mettono a rischio il gruppo.

Nel frattempo, a Boston, la detective Jane Rizzoli viene informata che il corpo carbonizzato di una donna è stato ritrovato: tutto sembra indicare che sia Maura, scomparsa da giorni. Jane, però, non accetta questa versione e parte per il Wyoming, convinta che l'amica sia ancora viva.
Parte un'indagine che ha dell'inverosimile, qualcuno si oppone alla ricerca dei soggetti e porta gli investigatori fuori strada.
Ma perché? Che cosa si nasconde in quella tranquilla località ?

Gerritsen costruisce una tensione crescente con maestria: l'ambiente gelido, il silenzio irreale, gli indizi di una fuga precipitosa degli abitanti creano un senso di minaccia costante.
La parallela indagine di Jane Rizzoli aggiunge ritmo e profondità emotiva, mettendo in luce il legame tra le due protagoniste.
Gerritsen non punta su colpi di scena artificiosi, ma su una tensione continua e su personaggi ben costruiti, soprattutto Maura, qui più vulnerabile ma anche più determinata. Il risultato è un thriller solido, avvincente e ricco di inquietudine, perfetto per chi ama le storie ambientate in luoghi remoti e ostili.

Anche se molto lungo, il romanzo cattura fin dalla prima pagina e non lascia respiro fino alla fine.
Consiglio questa lettura.